I SINTOMI

Disturbi dell'alimentazione

CHE COSA SONO’?

Se si da solo da mangiare ad un bambino, non lo si nutre come ci chiede con il suo pianto fin dalle prime fasi della vita. Il modo con cui un bambino o una bambina “sentono” di essere amati, anche al di là  della qualità e quantità affettiva e materiale delle cure ricevute dalla madre e dal padre, è assolutamente soggettivo. 

In infanzia si può cominciare a strutturare un legame tra il disagio psicologico e il modo con cui ci si rapporta con il cibo. 

Molti bambini, nella società che ha sconfitto la fame, soffrono di problemi alimentari. 

Il rapporto con il cibo riveste una importanza enorme in infanzia e non solo per una ragione di vita e salute, ma anche per misurare il benessere o il malessere di un bambino o di una bambina. Il disagio psicologico prende spesso la via della problematica alimentare.

Inappetenze improvvise, eccessi alimentari, capricci ostinati e inarrestabili al momento del pasto, selezione estrema dei cibi, fino alle forme più severe di anoressia o obesità.

I sintomi alimentari infantili, se si fissano, se diventano ripetitivi e persistenti, segnalano sempre un problema soggettivo che non si deve trascurare.

L’equipe del Centro Gianburrasca interpreta i disagi alimentari come un messaggio che il bambino invia all’Altro e che si tratta di decifrare. Messaggio di disagio che la famiglia può non comprendere, cercando di correggere il comportamento alimentare del bambino.

Nel nostro Centro la cura non punta alla rieducazione immediata dell’alimentazione, ma cerca con lo strumento della parola e del legame positivo tra il bambino e lo psicologo, di capire insieme a lui che cosa si nasconde dietro il suo  rapporto con il cibo. Il bambino viene invitato a pensare al suo rapporto con il cibo, non come ad una irregolarità da correggere, ma come il punto di partenza per parlare di altre cose della sua vita, del suo modo di viverle  e di patirne all’occasione.

L’obiettivo di normalizzare l’alimentazione si può raggiungere dopo un percorso che permetta al bambino di spiegare, di formulare  a modo suo, il disagio che lo attraversa, e di poterlo superare insieme a chi lo ascolta.

Nei bambini maschi i problemi con l’alimentazione hanno in genere un peso e una modalità di manifestazione diversa dalle femmine. 

COME LI CURIAMO

Il trattamento prevede:

  1. Un incontro preliminare con i genitori per parlare del problema del bambino/a, e ascoltare le loro difficoltà.
  2. Una serie di due/quattro incontri di valutazione con il bambino per conoscersi e valutare se cominciare o meno un percorso di cura.
  3. Un incontro alla settimana tra il bambino e lo psicologo, di durata variabile nel tempo, fino alla scomparsa del disagio e al miglioramento dell’insieme della vita relazionale del bambino.
  4. Incontri periodici con i genitori per parlare del bambino, delle novità, delle difficoltà, della vita famigliare e scolastica.
  5. Gianburrasca si avvale della consulenza di colleghi medici che possono dare il loro contributo in alcuni casi.

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Il centro gianburrasca offre colloqui psicologici e percorsi di cura senza tempi di attesa e a tariffe sostenibili, calibrate in base alla disponibilità economica di ogni singola famiglia.