I SINTOMI

Paure, fobie, ossessioni infantili

CHE COSA SONO’?

L’infanzia non è sempre un periodo sereno della vita. Gli eventi possono avere un impatto più diretto sul bambino rispetto all’adulto. I bambini hanno meno mezzi psicologici per sopportare l’angoscia o i grandi cambiamenti della loro vita. 

Dalla nascita in poi ogni bambino fa diretta esperienza di eventi reali, primo fra tutti l’alternarsi disordinato di piacere e dispiacere a livello psicofisico, ai quali risponde in modo soggettivo, cioè con più o meno angoscia, paura, oppure senso di sicurezza e calma interiore. Ogni bambino dal punto di vista psicologico è un essere unico con caratteristiche uniche. 

Il rapporto con i genitori, il rapporto dei genitori tra loro e nei confronti del bambino, l’inizio della scuola materna e dell’infanzia, la nascita e la presenza dei fratelli, gli incontri e i fatti della vita vengono  vissuti da ogni bambino in modo diverso e imprevedibile.

Questa debolezza originaria dei bambini nei confronti degli eventi della vita, può produrre delle manifestazioni sintomatiche che toccano il corpo e i comportamenti.

Difficoltà scolastiche, tristezza, agitazione, disinteresse per l’apprendimento, paure notturne tenaci, rituali bizzarri, difficoltà estrema di separarsi da un genitore, sentimento di svalutazione di sé, gelosie, enuresi notturna.

Altre volte il disagio si manifesta con aggressività, instabilità, collere ripetute, forme depressive, rifiuto delle regole, fobie, inibizioni.

La posizione dell’Equipe del Centro Gianburrasca, nei confronti di tutte queste forme di disagio infantile è questa: che questi sintomi abbiamo o meno una relazione con eventi, con fatti, sono tutte manifestazioni di una rottura o di un conflitto con l’Altro, o più in generale di  una sofferenza che implica qualcosa che deve essere tradotto, letto, detto, disegnato, simbolizzato, di questo conflitto con l’Altro.

I bambini sono estremamente recettivi al modo come gli si parla e a come li si tratta.

Il sintomo è un messaggio che dice qualcosa in modo nascosto. I bambini soffrono, nei modi con cui soffrono, per una carenza di capacità o di occasioni per parlare e dire quello che non sopportano.

 

COME LE CURIAMO?

I bambini a Gianburrasca vengono curati con l’ascolto. Cosa vuol dire? Che gli diamo la possibilità di nominare i loro problemi, di esprimerli con le parole e con i simboli del gioco, e non solo di manifestare il disagio con le forme patologiche dei sintomi che li riguardano.

Oltre a questa operazione di decifrazione, che da modo ai bambini di dare un senso ai sintomi di cui non conoscono le cause, e che li spaventano, li angosciano, li rendono difficile o impossibile concentrarsi o vivere bene con gli altri, la cura prevede che i bambini siano resi responsabili del disagio che li riguarda, e che possano insieme allo psicologo, progressivamente modificare  i comportamenti o i pensieri che li fanno soffrire e li mettono in difficoltà. 

La cura non consiste dunque solo nella risoluzione veloce del problema, qualunque sia, ma nella occasione offerta ai bambini di dare senso ai loro disagi e di trovare nuovi modi di affrontare i problemi della loro vita.

La cura prevede.

    • Incontro preliminare con i genitori per parlare del problema del bambino/a, e ascoltare le loro difficoltà.
    • Una serie di due/quattro incontri di valutazione con il bambino per conoscersi e valutare se cominciare o meno un percorso di cura.
    • Un incontro alla settimana tra il bambino e lo psicologo, di durata variabile nel tempo, fino alla scomparsa del disagio e al miglioramento dell’insieme della vita relazionale del bambino.
    • Incontri periodici con i genitori per parlare del bambino, delle novità, delle difficoltà, della vita famigliare e scolastica.
    • Gianburrasca si avvale della consulenza di colleghi medici che possono dare il loro contributo in alcuni casi.

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Il centro gianburrasca offre colloqui psicologici e percorsi di cura senza tempi di attesa e a tariffe sostenibili, calibrate in base alla disponibilità economica di ogni singola famiglia.